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A Mestre, nel 2007

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Nora e le ombre è inquietante non tanto per ciò che dice, ma per ciò che non dice. Per la storia di Aurora, martire e vittima di strani fantasmi. Per certe strane coincidenze che accadono nella vita di Nora. Per le incomprensioni generate dalla mancanza di dialogo. Per i drammatici fatti umani, che non hanno nulla di soprannaturale, che accadono nel finale. Il tutto è raccontato benissimo, con stile elegante che dosa umorismo e drammaticità. Un libro difficilmente inquadrabile in un genere, ma sicuramente degno di essere letto.
(Alessandra Buccheri su “L’Angolo Nero – il blog del mistero”)

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Salotto Letterario Sen. Degennaro, a cura della libreria del Teatro (Bitonto, 23/1/2008)

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Il libro di Morandini è una sorpresa. Di stile, di linguaggio e di eleganza non leziosa. Un romanzo controllato e inquietante. Nora e le ombre rivela un autore completamente padrone della propria voce, nonché uno sguardo in grado di scandagliare gli aspetti più inquietanti del reale.
(Giona A. Nazzaro, “Rumore”)

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Con Federico Zanatta, libreria Kaosmosi (Padova, 2007)

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In Morandini ogni parola, ogni frase non sono mai casuali, ma sono tutte frutto di un piano ben preciso, di un labor limae accurato e metodico, per ottenere delle pagine terse, strutturate, equilibrate in ogni dettaglio, in ogni più piccola sfumatura, per restituirci un quadro definito e completo nel quale si muovono personaggi deboli, incompiuti, infantili che non sanno cosa cercare e dove andare. Ci si muove al buio purtroppo, anche se ci sembra di essere in piena luce, e nel buio ci aspettano le nostre ombre.
(Alessandro Spadoni, su “Eventi culturali – Mensile di arte, cultura e informazione” )

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Con Alessandra Del Prete, Claudia Priano, Martino Ferro (Torre del Greco, 20/10/2007)

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 Il sottile umorismo che nonostante tutto pervade un quadro così desolante nasce dall’osservazione minuziosa che Morandini riserva agli atti e alle motivazioni dei suoi personaggi: la sua lente del sospetto ingrandisce il ridicolo più che l’orrore, afferma che non solo il bene, ma che anche il male assoluto non esiste, e che l’uno e l’altro sono pienamente riferibili alle pulsioni più basse e più ordinarie. La lettura di “Nora e le ombre” offre oltre ai piaceri materiali del racconto e dello stile, quelli spirituali dell’intelligenza e dell’ironia. Ma nel mondo di Morandini, come si deve in letteratura, materia e spirito si confondono.
(Giulio Cappa, TG Regionale della Valle d’Aosta)

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Con Andrea Garbin, al Galeter di Montichiari (Brescia, 2009)

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La penna di Morandini, come già nell’altro suo lavoro Le larve, stupisce e affascina. Scorre fluida ed elegante passando con disinvoltura dal gotico al moderno, dal dramma al grottesco. Non mancano neppure parentesi comiche caratterizzate da un’ironia feroce e pungente che è diventata ormai un marchio di fabbrica dell’autore. Un libro originale ottimamente scritto.
(Alessandro Balestra, Scheletri.com)

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Quella di Claudio Morandini costituisce di certo un’operazione interessante, finemente intellettuale.
(Caterina Porcellini, Whip Art)

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Il sottile umorismo che pervade queste pagine ricche di pietà e di desolazione fanno di Morandini uno degli autori della nuova generazione tra i più attenti al conflitto tra il bene e il male.
(Flavio Marcolini, Brescia Oggi)

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Immediatamente si viene coinvolti nell’atmosfera cinicamente surreale di un libro nel quale, su uno sfondo pessimisticamente “nero”, fluttuano pezzi di storia che l’autore incrocia giocando soprattutto sui contrasti.
(Gaetano Lo Presti, La Vallée Notizie)

Altre opinioni nel blog “Iperboli, ellissi” (http://ombrelarve.blogspot.it).

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