Com’è difficile essere buoni: sembra una banalità, ma è così, mentre l’egoismo ha un suo posto, una sua riconoscibilità, un’accettazione diffusa, l’altruismo suscita sospetti, crea disagio, finisce per mettere in difficoltà chi lo pratica. Ne Le occasioni di Giovanna (Nottetempo) Claudio Morandini ci racconta di un’insegnante in pensione, Giovanna, che, separata dal marito e con un figlio lontano, si dedica ad aiutare chi la circonda pur cosciente di quanto a volte sia insopportabile l’umanità: la vicina bisbetica, i ragazzi indietro nelle sue materie, gli anziani che frequentano i suoi corsi all’università della terza età, amiche in difficoltà. Ma sono soprattutto i cani più malmessi del canile a stare a cuore a Giovanna: ogni mattina va a prenderli e li porta a spasso con una predilezione per Serena, una cagna stanca che sembra quasi farle un piacere a uscire con lei. Un giorno Giovanna si distrae e un cane le scappa di mano facendo una brutta fine: da quel momento il clima di fiducia e ammirazione di cui godeva la donna si trasforma in altro. La scrittura di Morandini circonda il personaggio di un’aura di simpatia e insieme di moderato scetticismo, sembra volerle dire, capisco i tuoi intenti, ma lo vedi anche tu come è fatto il mondo…
