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NEVE, CANE, PIEDE
nuova edizione accresciuta
Bompiani, 2021, collana Le Finestre
EAN: 9788830106697

Pag. 160, euro 12

– Vincitore del Premio Procida – Isola di Arturo – Elsa Morante 2016.
– Selezionato, assieme a
Tu non tacere di Ervas e Il silenzio del lottatore di Milone, per l’edizione 2016 del concorso Bookciak, destinato ai videomaker che si sono ispirati a uno di questi libri.
– Nella cinquina dei finalisti della seconda edizione del Premio Letterario Città di Lugnano. Premio della Giuria popolare con la seguente motivazione: «Per la narrazione fortemente poetica e insieme minuziosamente realistica con cui il racconto di montagna e la primitiva ingenua ferocia del protagonista si distendono in momenti di straordinaria umanità a contrasto con una realtà e natura estreme, caricandosi anche di toni grotteschi e caricaturali.»
– Vincitore della seconda edizione di Modus Legendi, promosso da Billy – Il vizio di leggere.

L’edizione francese di Neve, cane, piede, Le chien  la neige, un pied, nella traduzione di Laura Brignon e per i tipi delle Editions Anacharsis, è uscita a marzo 2017.
Sempre nel 2017 è uscita l’edizione cilena,
Nieve, perro, pie, nella traduzione di Macarena García Moggia  per i tipi di Edicola Ediciones.
La versione 
turcaKar, Köpek, Ayak, nella traduzione di Esma Fethiye Güçlü, è uscita agli inizi del 2018 per i tipi di Timaş Yayınları.
La versione inglese di 
Neve, Cane, Piede, prevista per il 2020 con Peirene Press, è oggetto dell’edizione 2019 del Peirene Stevns Translation Prize .

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Procida, 24 settembre 2016: assegnazione del Premio Procida – Isola di Arturo – Elsa Morante.

È, per temi, situazioni, qualità dei personaggi, un breve romanzo di montagna, alla maniera degli scrittori svizzeri che alla vita sulle Alpi si sono dedicati, in particolare Charles-Ferdinand Ramuz.
Un vecchio montanaro, Adelmo Farandola, fa vita da eremita ed è probabilmente sulla via della demenza; vive in un alpeggio diroccato, in un vallone privo di attrattive e ingombro di detriti che d’inverno si riempie di neve ed è bloccato dalle valanghe fino alla primavera avanzata. Conduce un’esistenza quasi ferina, contento di quel poco che riesce a procurarsi come può. Per tenersi ancor più lontano dalla presenza degli uomini, d’estate sale a isolarsi in un bivacco in abbandono lontano da ogni giro turistico. Gli fanno compagnia, suo malgrado, un cane ciarliero, un giovane guardiacaccia, e le voci delle presenze che la sua mente genera nell’ozio dei lunghi mesi di isolamento invernale. Adelmo potrebbe continuare così fino alla morte, ma un giorno di primavera vede spuntare un piede d’uomo dal fronte di una valanga. Aspetta di saperne di più, e veglia su quel piede, lo difende dai corvi e dagli altri animali, perché qualcosa gli suggerisce che potrebbe aver conosciuto quel poveretto, o addirittura che potrebbe essere stato proprio lui, Adelmo, causa di quella morte.
Questa la vicenda principale, di cui si tace il finale.
Nonostante tutto ciò che è stato detto finora, Neve, cane, piede è un libro francamente comico.
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