Giovanna è anche un’eccezione letteraria: una donna anziana messa al centro, non come madre, non come nonna, non come reliquia morale, ma come corpo e coscienza ancora attraversati dalla natura. Che questo punto di vista venga da uno scrittore uomo non è un dettaglio secondario, ma una presa di posizione, una scelta controcorrente rispetto a una tradizione che spesso considera la vecchiaia femminile un territorio muto o decorativo, addirittura macchiettistico. Qui invece è un luogo vivo, inquieto, aperto alla disobbedienza e allo stupore.
(Enrica Tesio, Tuttolibri di La Stampa, 24 gennaio 2026)

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Silenzioso ma potentissimo, il romanzo di Claudio Morandini Le occasioni di Giovanna è un gioiello.
(Eva-Kristin Urestad Pedersen, Internazionale, 6 febbraio 2026)

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Giovanna è una donna metodica, assolutamente incolore, se il colore non glielo desse l’autore, Claudio Morandini.
(Susanna Tartaro, Fahrenheit, 25 febbraio 2026)

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Tra le pieghe di una vita apparentemente piena e soddisfacente, si insinua il germe del malessere.
(C. Lucc., Il Venerdì di Repubblica, 23 gennaio 2026)

Con Sebastiano Mondadori, presso la Libreria Roma di Pontedera, il 21 marzo 2026. Foto di Chiara Argelli.

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Una riflessione narrativa sul tema del bene che lascia aperte tante questioni come solo la letteratura sa fare.
(Federica Velonà, Rai Cultura)

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È sottile, a tratti reticente, nel suo indicare senza fervore retorico lo spessore semantico delle cose minime, come quando descrive la camera da letto della sua protagonista, «ben chiusa e sempre al buio».
(Danilo Soscia, Limina)

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Un romanzo amaramente ironico, intrigante e coinvolgente, che mostra come anche le migliori intenzioni possono portare ad esiti imprevedibili.
(Simonetta Bitasi, Gazzetta di Mantova, 15 marzo 2026)

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Morandini è coraggioso: affidare a un personaggio positivo il cuore di un romanzo è una scelta che s’incontra raramente nel discorso letterario. Lo è poi doppiamente perché la vicenda di Giovanna si dipana attraverso un filo sottilissimo, un timbro letterario che ha il colore della misura e della quotidianità, una scrittura tendente – non è superfluo ripeterlo – sempre verso l’altro.
(Luca Todarello, Minima et Moralia)

Con Lisa Bentini, presso la Libreria Il Convegno di Milano, 23 gennaio 2026.

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Il romanzo parte come una riflessione sulla vecchiaia, e al tempo stesso una meditazione sulla bontà.
(Umberto Rossi, Blow Up, febbraio 2026)

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Chiuso il libro, a tutta prima ti chiedi se davvero il Claudio Morandini di questo Le occasioni di Giovanna sia lo stesso Morandini autore di La conca buia, tanto sono lontani per ambientazione i due romanzi: cittadina la presente e montana quella del romanzo di tre anni or sono, dalle atmosfere cupe che si riequilibravano nel grottesco. Per non dire dell’abbandono dell’Io narrante e soprattutto dell’argomento centrale: col tema del male, con la sua inesplicabilità a far da tramatura, che, come dichiara la bandella di copertina, cede il posto al racconto di “quanto sia difficile il giudizio quotidiano della bontà in un mondo sempre più sordo e smarrito”.
(Ermanno Paccagnini, La Lettura del Corriere della Sera, 25 gennaio 2026)

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Morandini si conferma nelle qualità di narratore del precedente La conca buia.
(Alessandro Marongiu, La Nuova Sardegna, 23 gennaio 2026)

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Alla fin fine, Giovanna e Serena sono più affini di quanto sembri: la vita cittadina, imbacuccata nella sua banale ripetitività, non è poi così diversa dalla gabbia del canile. E, disdegnando qualsiasi compagnia umana, qualsiasi spazio antropizzato, lei sta dalla parte di Serena e dalla parte della natura più ostile, intricata e selvaggia.
(Paolo Lago, Zest – Letteratura sostenibile)

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Le ambientazioni nei suoi romanzi sono dei sentimenti da seguire, dove ci si muove con calma e umanamente un po’ spaesati.
(Giovanna Pietrini, Mi viene da leggere)

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Lo stile del romanzo è sobrio, misurato, attento ai dettagli della quotidianità. Non ci sono effetti spettacolari, ma un lavoro costante sui gesti, sugli sguardi, sui piccoli attriti che nascono nelle relazioni. È una scrittura che rispecchia il carattere della protagonista: discreta, apparentemente semplice, ma attraversata da tensioni profonde.
(Angelo Fazari, Dalla carta allo schermo)

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Le occasioni di Giovanna… narra infatti il sentimento forse più “scandaloso” di tutti: la bontà, e le sue conseguenze.
(Il Libraio.it)

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Le occasioni di Giovanna non è un romanzo edificante. Usa la bontà, o meglio la pratica di un altruismo pratico e fattivo, come materia narrativa scomoda, esposta a fraintendimenti e ritorni di aggressività nei confronti di un mondo che si incrina. Non premia il lettore con l’emozione facile: lo interroga con la vita normale, e con l’ombra che la vita normale produce, con una rappresentazione solo apparentemente dimessa e non ambiziosa, e per questo così riuscita, della condizione umana.
(Angelo Maiocchi, Fabule Magazine)

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Morandini torna a esplorare i territori a lui più congeniali: quelli del confine sottile tra normalità e spaesamento, tra ironia e malinconia.
(Corriere della Valle, 15 gennaio 2026)

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Giovanna Massarenti ha incontrato Claudio Morandini ormai qualche tempo fa. Era poco più di una silhouette, è diventata un personaggio rotondo e pieno.
(Alessandro Mano, La Stampa Aosta, 18 gennaio 2026)

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Tenera e commovente è la storia di Giovanna che possiede un cuore puro, empatico e ricco di compassione. Verrebbe da chiedere a questa donna straordinaria quando trova l’occasione per pensare a se stessa.
(Alessandra Stoppini, Sololibri.net)

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Romanzo buffo, tenero, ironico e malinconico.
(La Vallée Notizie, 10 gennaio 2026)

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Morandini scrive davvero bene, ha mano e tocco, anche per i paesaggi, il fiume, le radure appena fuori città. Davvero bravo. Leggetelo.
(Veronica Galletta)

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Le occasioni di Giovanna è un libro delicato e disturbante, sussurrato e caustico.
(Filippo Nicosia)

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Il dato più potente delle Occasioni sta forse, infatti, negli interrogativi che si presentano quando la vicenda di Giovanna si esaurisce, in una piccola radura tra felci, petacciole e altre erbe spontanee, in un’oasi di quiete che altrove avrebbe conciliato ogni dubbio con una redenzione.
(Chiara Argelli)

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Giovanna è reale, viva, esce dalla pagina delineandosi con molta precisione.
(Enrico Redaelli, Dantès – La trasmissione che non vuole avere fretta)

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C’è tutto della vita dei nostri genitori e di noi figli nell’astratto ritorno a casa de Le occasioni di Giovanna. Con un rigore stilistico/linguistico ineccepibile, Claudio Morandini, a parer mio, è riuscito da un’angolazione insolita a realizzare questa bizzarria.
(Anto Molvetta, Molvettina consiglia)

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La scrittura di Morandini circonda il personaggio di un’aura di simpatia e insieme di moderato scetticismo.
(Volevo essere Jo March)

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Quest’opera si colloca nel consueto filone tipico di Morandini, per la sua attenzione a personaggi sopra le righe e a situazioni bizzarre.
(Marisa Salabelle, marisasalabelle.wordpress.com)


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