Con Ernesto Aloia, alla Libreria Trebisonda di Torino, 28 settembre 2019.

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Contro la vitalità semplicistica degli abitanti di Autelor, occorre insomma decifrare i codici segreti dei crottardesi, la loro lingua che non parla più nessuno, la loro esistenza catacombale, le loro ossessioni carnevalesche e macabre.
(Alberto Casadei, Tuttolibri – La Stampa, 29 giugno 2019)

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Gli oscillanti conferma Morandini come uno degli autori più interessanti della nostra attuale scena letteraria.
(Demetrio Paolin, La Lettura – Corriere della Sera, 7 luglio 2019)

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Crottarda… appare come una grande messinscena teatrale, come se la giovane entrasse sul sipario di un teatro in cui la finzione è sul punto di essere svelata. La natura ostile di Crottarda finisce perciò per assomigliare a un enorme sfondo di cartapesta.
(Paolo Lago, La natura ostile. Visioni e prospettive nella narrativa contemporanea, Terracqua edizioni, 2023)

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Le narrazioni di Morandini hanno le loro radici in territori aspri e ripidi, dove la natura comanda ispida, incastonati fra Italia, Francia e Svizzera.
(Elio Grasso, Pulp Libri)

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Con Laura Liberale al Masetto, valle di Terragnolo (Trento), il 10 agosto 2019. Foto di Giovanna Zulian.

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Un romanzo profondo e sospeso.
(Carolina Crespi, Film TV, 31/12/2019)

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Una scrittura immaginifica e avvolgente, che apre spiragli su un mondo oscuro, minerale e sotterraneo.
(Chiara De Nardi, Doppiozero)

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Un viaggio onirico nei segreti di un villaggio alpino.
(Fabrizio Ottaviani, Il Giornale, 28 luglio 2019)

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Non tutti hanno la capacità, come Claudio Morandini, di giocarsi queste carte in modo sempre diverso.
(Umberto Rossi, Letteratitudine News)

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Romanzo affascinante e intenso.
(Malvina Cagna, Libreria Trebisonda, L’Indice Speciale Estate 2019)

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Un libro particolare, difficile da catalogare, unico.
(Anna Girardi, Montagne 360, settembre 2019)

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I romanzi di Morandini hanno questo carattere – e questa attrattiva – di fondo: la loro irriducibilità a interpretazioni che ne svelino significati sottesi. E, analogamente, la loro sostanziale inaccostabilità ad altri modelli letterari.
(Carlo Simoni, Corriere della Sera-Brescia, 7 novembre 2019)

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Con Paola Zoppi, presso la Libreria Brivio, Aosta, il 16 luglio 2019. Foto di Dora Contrasto.

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Whether the rememberer is delirious or not, memory seems to breathe, to oscillate between a linguistic compression of a few words (phrases folded in on themselves until they occupy very little space) and a perceptual decompression, in which pure memory, desiccated and shriveled like a dehydrated rag, rehydrates, reoccupying a volume and regaining form.
(Alessandro Bosetti, E-Flux, April 2024)

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L’atmosfera dominante progressivamente diventa quella di una incertezza o incapacità di discernere appieno quanto accade, immersi entro uno “stato costante di semisonno” che avviluppa cose e persone.
(Domenico Calcaterra, L’Indice dei libri del mese, febbraio 2020)

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Perché è tutta gente di montagna, chiusa, diffidente, ostile, gente che nessun altro nostro scrittore sa raccontare meglio dell’aostano Claudio Morandini.
(Riccardo De Gennaro, Il Reportage n. 41, gennaio 2020)

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Claudio Morandini sceglie la montagna – che nello specifico è fredda, riottosa – per rappresentare lo sconcerto dell’uomo di fronte ai suoi limiti, alla sua incompletezza.
(Paolo Risi, Zest Letteratura sostenibile)

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Con Giuseppe Girimonti Greco e Ezio Sinigaglia alla libreria Laterzagorà del Teatro Bellini di Napoli, 31 gennaio 2020.

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Uno di quei rari libri che si ha voglia di riprendere in mano, una volta finiti: per capire se li si è compresi davvero. E per smarrirsi ancora laggiù, o lassù, fra boschi di tronchi morti e voci di uomini più vive che mai.
(Marco Scarlatti, Sul Romanzo)

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Il più ironico e sagace dei suoi romanzi.
(Paolo Pierpaoli, L’Adige, 7 agosto 2019)

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Morandini propone un punto di vista alternativo e anticonformista, volto a smontare stereotipi e luoghi comuni attraverso espedienti narrativi e narratologici che invitano il lettore ad assumere un punto di vista critico, esponendolo continuamente a una condizione di disagio.
(Giacomo Zanolin, “Raccontare le montagne: lo sguardo anticonformista di Claudio Morandini” in Geotema n. 66, Pàtron ed., 2021)

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A saperlo volgere in sceneggiatura e girare sarebbe un gran film, parecchio originale, come le storie narrate da Morandini.
(Giuseppe Costigliola, Globalist.it – Giornale dello spettacolo)

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Morandini… ci fa meditare sulle barriere che spesso innalziamo volutamente, perché dietro alle maschere mostruose che ci accolgono c’è sempre la paura di esporsi, di mostrarsi per come siamo.
(Renzo Brollo, Mangialibri)

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Le voci notturne che si levano dal profondo delle doline non sono che i richiami di un inconscio che rifiuta ogni lettura razionale.
(Martino Ciano, L’Ottavo)

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Morandini si cimenta ancora una volta con una storia di montagna, sulla scia di quelle che l’hanno consacrato.
(Fabio Donalisio, Blow Up n. 258, novembre 2019)

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Gli oscillanti è un titolo curioso. Ti dà subito l’idea che nasconda un enigma, un trucco, un mistero.
(Pina Bertoli, Il mestiere di leggere)

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Ricco di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione, è suadente e magnetico.
(Gabriele Ottaviani, Convenzionali)

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Una prova autorevole.
(Marco Maiocco, MusicheParole)

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Con Laura Liberale a”Levico incontra gli autori”, Levico Terme (TN), 9 agosto 2019. Foto di Giorgio Pegoretti.

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Morandini porta in scena personaggi femminili profondi e reali, da cui è difficile staccarsi una volta girata l’ultima pagina.
(Nü delle Storie, Il Loggione letterario)

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Oscillanti siamo anche noi lettori, davanti un romanzo che spazia dalla commedia, all’assurdo, al thriller.
(David Valentini, Critica Letteraria)

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A Crottarda c’è un canto che prende la via del vento e che si aggira per i vicoli e fra le case in rovina.
(Paola Zoppi, Milano Nera)

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La Montagna di Morandini contiene ancora nei suoi anfratti più inaccessibili, i misteri di una mitologia che non ha avuto l’occasione e la fortuna di una voce omerica che ne cantasse eroi e gesta. Forse perché in quella mitologia non ci sono eroi, non ci sono gesta.
(Raffaella Tamba, Libro Guerriero)

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Con Piero Valleise alla Maison Gerbollier di La Salle, il 27 luglio 2019.

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Storia avvincente.
(Marco Fioramanti, Articolo 33 n. 9, settembre 2019)

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Nel romanzo si respira un’atmosfera di instabilità e perdita di certezze molto attuale.
(Gaetano Lo Presti, La Stampa – Aosta, 16 luglio 2019)

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Tra le montagne, condannati al buio e in cerca della luce.
(Il Piccolo, 30 giugno 2019)

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Un romanzo che ti cattura, perché ti porta piano piano a immergerti nel lato più oscuro dei luoghi, delle persone e delle storie.
(Marisa Salabelle, marisasalabelle.wordpress.com)

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Amicizia, amore, insoddisfazione e ricerca di uno scopo. Sono solo alcuni degli spunti che regala la lettura di questo romanzo garbato e elegante.
(Francesco Morra, Thriller Nord)

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La montagna, e i montanari, anche qui, e l’enigma che pervade i luoghi, le vite di chi sta lassù.
(Carlo Simoni, Secondorizzonte)

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Con Gianluca Mercadante, presso la Libreria Mondadori di Vercelli, 14 settembre 2019. Foto di Nicoletta Quintini.

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Un autore istrionico, ironico e fantasioso.
(Pina Sutera, Icrewplay libri e lettura)

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Un libro per chi ama la montagna, i misteri, le atmosfere magiche e dense, le contraddizioni che si smascherano l’un l’altra e le voci che si fanno inseguire di notte.
(Lisa Zillio, Icrewplay libri e lettura)

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Troviamo qui un’ottima scrittura, un’ottima rappresentazione di personaggi e paesaggi, un’ottima resa dell’atmosfera soffocante. Tutto questo, mi pare, è la cifra stilistica di Morandini.
(Marina Taffetani, Sonnenbarke)

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Raccontare la profondità della montagna.
(Marjkal Tomasi, Festival Giallo Garda)

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