Mistero dopo mistero, il tempo è divenuto vita, i silenzi sono trascorsi così come le attese, e il ritorno a casa per veder spegnersi la storia di famiglia è forse solo il preludio a un nuovo percorso di bizzarre esperienze.
(Sergio Pent, Tuttolibri – La Stampa, 24 aprile 2022)

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Morandini… va dritto al punto: quello delle contraddizioni. E ci arriva anche grazie a uno stile narrativo aereo, quasi da antiromanzo, per certi versi sovversivo.
(Simone Innocenti, La Lettura – Corriere della Sera, 11 aprile 2022)

Con Davide Franchetto nella sua Libreria Pantaleon; Torino, Salone Off, 22 maggio 2022

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A modo suo, cioè a tessere di mosaico, l’ultimo romanzo di Morandini è la storia di una vita, quella di Cosimo Peragalli, ennesimo personaggio morandiniano (ebbene sì, il nostro ha diritto all’aggettivo) che faticheremo a dimenticare.
(Umberto Rossi, Blow Up, maggio 2022)

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Morandini non ha mai smesso di lasciar intendere, con la determinazione dei grandi scrittori, quanto risibile sia il mito di un’esistenza organica in cui qualcuno possa dire «io» dal primo all’ultimo giorno della sua esistenza. La favola, ancora una volta, parla di noi.
(Fabrizio Ottaviani, Il Giornale, 2 giugno 2022)

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Romanzesco catalogo esistenziale.
(Gino Ruozzi, Sole 24 Ore, Domenica 19 giugno 2022)

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Si può conservare, crescendo, “lo sguardo acuto e incorrotto dei fanciulli”, quello che negli adulti, fatti salvi i poeti, si offusca irrimediabilmente?
(Luca Martini, Allonsanfàn)

Al teatro Splendor di Aosta, con Alessandro Mano, il 30 marzo 2022.

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Sono i silenzi e le attese a costellare e riempire i percorsi esistenziali, come fossero la vita stessa, momenti in cui cerchiamo di leggere dentro di noi per trovare risposte che a volte eludiamo per il timore di rimanere sconvolti, di distruggerci.
(Roberto Sturm, Pulp Libri)

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Probabilmente una verità non esiste, non è che una sagoma incerta, anzi ha più e più forme, e nulla può essere scandagliato se non la propria coscienza. È proprio questo che fa Cosimo attraverso i quattro capitoli che ne tracciano l’esistenza, ma mai con una lucida analisi introspettiva; sempre, invece, in maniere sfocate, inconsistenti, lontane.
(Norma Stramucci, Diacritica n. 44, maggio-luglio 2022)

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Un personaggio… sfaccettato, a modo suo, frammentato, nascosto. Quasi a volerci suggerire che sia proprio il nascondersi il modo migliore per osservare.
(Geraldine Meyer, L’Ottavo)

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Un humour un peu cruel se mêle à l’étrangeté, comme souvent chez cet auteur qui prouve encore une fois avec ce livre qu’il est l’un des plus intéressants de la littérature italienne contemporaine.
(Sarah Vandamme, La Clé des Langues)

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Claudio Morandini è scrittore raffinato, incline all’umorismo grottesco, capace di allineare con i suoi racconti gli aspetti meno importanti della vita, quelli più nascosti ed insignificanti, a cui riesce a dare luce con sorprendente e disarmante naturalezza.
(Massimiliano De Conca, Mangialibri)

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Da non farsi sfuggire.
(Gabriele Ottaviani, Convenzionali)

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Catalogo dei silenzi e delle attese è… una sorta di biografia, dall’infanzia all’età adulta, una raccolta di istantanee, di schegge di vita.
(Erika David, Gazzetta Matin, 28 marzo 2022)

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Catalogo dei silenzi e delle attese è il racconto della vita di Cosimo Peragalli, delle cui pieghe misteriose Morandini «fa finta – come scriveva Jean Cocteau – di essere l’organizzatore»
(Gaetano Lo Presti, La Stampa, 30 marzo 2022)

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Il racconto procede segmentato per aneddoti, sorta di bildungsroman in cui non è mai chiaro dove stia il confine tra reale e invenzione, tra vita vera e sogni metaforici, o, più che altro, incubi.
(Eleonora Mander, Il rifugio dell’ircocervo)

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La storia di Cosimo vi entrerà dentro in particolare per il non detto, lasciandovi fantasticare. Capacità rara.
(Morgan Palmas, morganpalmas.substack.com)

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